sabato 1 settembre 2012

Lupo o vampiro?


Prendiamo Twilight. Prendiamo qualcosa di nazionalpopolare e poi eleviamolo a metafora. Per una volta tanto, voglio che il mondo si innamori del lupo. 
Per una volta tanto, che vinca l'amore che soffre invece di quello che ride. 
Senza attesa non c'è passione. Senza paura non c'è crescita. Senza vera lotta non c'è vera pace.
Voglio il lupo perché, una volta tanto, non sia la testa a comandare. Viviamo immersi nelle convenzioni sociali. Ci siamo battuti per avere un mondo sicuro e organizzato, abbiamo il Natale, tasse e matrimoni, siamo tutti registrati e forniti di indirizzi e documenti d'identità.
Nessuno di noi ha lasciato spazio all'avventura, se non al tipo di avventura che si può comprare. Vacanze. Cinema. Gardaland. Emozioni di plastica. 
Qualsiasi sensazione che vada al di là degli schemi con cui la società ci allatta, fa paura, viene percepita come il male. E non avendo la forza di affrontarla, di prenderci un rischio di quelli veri, ci precludiamo anche la possibilità di una vera salvezza. Di gioia. Scoperta. Eccitazione.
Per dirla alla Palahniuk, in Soffocare, "Le leggi che ci permettono di vivere sicuri sono le stesse che ci condannano alla noia. Siamo così strutturati e ossessionati dai dettagli che ormai questo non è più un mondo, ma una stramaledetta nave da crociera."
Per questo voglio che vinca il lupo. Perchè se non abbiamo il coraggio di agire, non avremo mai vissuto ma solo sognato.

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